mercoledì 15 febbraio 2012

Tu che comandante sei?


Premessa
In questo periodo, lungo troppo lungo, di emergenze ho rispolverato un articolo che ho scritto nel 2009 che trovo ancora attualissimo e che ho voglia di riproporre.
Buona lettura

E tu che comandante sei?

Alla guida della Protezione Civile necessità una figura professionale tecnicamente competente e in grado di destreggiarsi nei meandri della burocrazia italiana sempre più in espansione, capace altresì, di conquistare la fiducia e il rispetto dei sottoposti e di contribuire alla loro formazione e continua crescita professionale.

Una persona carismatica, con spiccate capacità gestionali e tecniche, che sappia valorizzare il lavoro di tutto il sistema e che punti alla professionalità dello stesso sotto tutti i punti di vista.

Una persona coerente, non contraddittoria, che non racconti mezze verità ai suoi collaboratori, in grado di definire i ruoli dei membri del suo gruppo e la gerarchia basata non su atti di violenza o di prepotenza ingiustificata, ma sul rispetto umano e sulla padronanza delle funzioni proprie di ciascun posto.

Una persona capace di interagire con successo con le altre istituzioni e il mondo della politica, ma che sappia anche scontrarsi se necessario.

In grado di riconoscere i meriti e premiare coloro che si contraddistinguono nello svolgimento delle proprie mansioni, e che sappia non commettere ingiustizie privilegiando i non meritevoli sotto l’influenza di pressioni esterne.

Una figura capace di fidelizzare i propri collaboratori, creare situazioni adatte per consolidare il gruppo e in grado di ottenere risultati eccellenti da tutti.

Un comandante che abbia idea di cosa vuol dire obbedire, e che sappia quindi dare ordini coerenti, corretti e soprattutto non contraddittori.

Fondamentale nel sistema P.Ci. fare squadra, e pertanto il Comandante deve avere ben chiaro cosa significa e poi impiegare tempo e risorse per esercitarsi assieme a tutto il gruppo affinché tutti possano maturare esperienza nel ruolo di competenza.

In un Sistema vanno studiati e codificati protocolli e procedure operative più precisi possibile, per lasciare meno al caso soprattutto nella gestione delle emergenze, e per non improvvisare e non dimenticare passaggi fondamentali che possano compromettere il buon esito delle operazioni, sia come tutela di chi opera nell’eventualità vi siano delle contestazioni. Il Comandante deve essere in grado di predisporre, insieme al suo staff, protocolli e procedure in modo tale che siano condivisi da tutti è applicati all’occorrenza senza discussioni, mediazioni, negoziazioni.

Un buon Comandante riesce a far si che coloro che operano con lui e/o sotto di lui credano sino in fondo in ciò che fanno, che abbiano sempre ben chiaro quale è il loro ruolo nell’organizzazione, e in particolar modo, l’importanza di svolgere bene i propri compiti al fine della buona riuscita delle operazioni.

Un Comandante deve possedere, tra l’altro: credibilità tecnica; credibilità professionale; credibilità personale; capacità di gestione personale; autorevolezza personale. In oltre deve: conoscere le strategie e tecniche di comando; conoscere i propri limiti e quelli altrui; produrre ordini e non eseguirli personalmente; capacità di mantenere la calma; capacità di dare un esempio positivo; mostrare fermezza nel comunicare di assumere rischi ragionevoli.

Il Comandante è l’emblema di un Gruppo, è colui che lo rappresenta e lo contraddistingue e che tiene unite tutte le sue componenti. E’ il collante che rafforza la squadra e stringe i ranghi nel momento del bisogno, è colui che da l’esempio in prima persona di quale è il retto comportamento da tenere e sa diventare nel bene e nel male modello per coloro che vi lavorano.

Difficilmente un Comandante nasce tale, o lo diventa perché nominato dalla politica o solo vincendo un concorso pubblico. Tante sono le doti naturali e le competenze richieste che non è possibile avere se non attraverso un lungo cammino di formazione e di esperienza sul campo.

E tu che comandante sei?

Rovigo, 26 febbraio 2009

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