giovedì 31 maggio 2012

Cronaca di un servizio ai terremotati

In seguito alla scossa sismica delle 09.00, il 29 mattina alle 11.00 sono stato allertato dalla Blu Soccorso ANPAS e ho chiesto un permesso di un’ora per possibile partenza.
Durante il pomeriggio sono stato contattato più volte dalla Blu soccorso di Lusia (ANPAS) con varie comunicazioni. Sembrava dovessimo partire il giorno dopo.
L’ultima chiamata è stata alle 20.30 con richiesta di partenza immediata.
Partito per Novi di Modena, giunti a destinazione alle 23.30 circa abbiamo lavorato ininterrottamente sino alle 4.30 del mattino a montare tende e servizi vari. Abbiamo riposato 2 ore vestiti e coricati per terra perché mancavano le brandine. Le attività sono riprese velocemente alle 7.00 sino alle 14.00, ora in cui abbiamo fatto una breve pausa pranzo e un pisolino sempre a terra.
L'attività lavorativa è continuata sino alle 19.00.
Alle 19.30 ho lasciato il campo e nella notte tra il 30 e il 31 sono rientrato a casa.
Mettere in piedi un campo è un lavoro pianificato, altamente tecnico e deve essere fatto bene e nel minor tempo possibile al fine di lasciare i le persone vittime del sisma meno tempo possibile all'agghiaccio. Eravamo in 110, ora ne sono rimasi una 50 per svolgere i vari servizi quotidiani e verranno rimpiazzati sabato da altri volontari.
24 ore di lavoro praticamente continuato. Ci sono stati momenti di tensione, persone sconvolte, un principio di rissa prontamente sedato dai Carabinieri di stanza al campo, un uomo colpito da crisi epilettica e vari malori che necessitavano di intervento sanitario e alcuni di trasferimento in ospedale effettuati, tempestivamente, con le 3 ambulanze messe a disposizione.
Senza lavarsi, senza cambiarsi, senza mangiare o mangiare dopo un'ora di fila sotto il sole, senza un letto ti fa ricordare quanto ricchi siamo quando possiamo lavarci ogni qualvolta ne abbiamo voglia, bere allungando una mano, dormire su un letto morbido tutte le notti, gustare ogni sorta di cibo. Io ora sono tornato a casa ma la e in tanti altri posti d'Italia e del mondo restano tantissime, troppe persone, a vivere in queste condizioni disagiate.
Tutti possiamo fare molto affinché questi eventi naturali facciamo meno vittime e creino meno disagi. Ad esempio, e lo possono fare tutti, vigilare sulle disposizioni prese in virtù delle leggi esistenti in materia di sicurezza. Essere meno superficiali e più attenti quando si costruiscono manufatti e opere industriali. Un'altra cosa che va fatta è quella di non sottovalutare mai nulla, se si ha qualche incarico in emergenza farlo con impegno e professionalità, cosa molto distante dalla realtà. Altra cosa da fare è quella di non farsi prendere dal panico, educarsi ed educare i figli e i famigliari a come comportarsi in queste situazioni e non pensare: tanto a noi non capita. Nessuno vuole una malattia ma nessuno, per quanto attento e scrupoloso, ne è esente a priori. Figuriamoci se non stiamo in campana.
E' più l'uomo ad uccidere che il terremoto.

Eugenio Malaspina


Si attende il Big ONE; leggi

Proposte:
  1. perchè non costituire un fondo emergenze a livello provinciale da utilizzare in questi casi. La Provincia potrebbe creare una voce di spesa nel suo bilancio e tenere i soldi pronti all'uso. Parlo di una quantità congrua alle necessità.
  2. Perchè non creare una pagina facebook ufficiale dove informare su tutto il lavoro fatto e da fare e su tutte quelle informazioni utili in questi casi?
  3. Perchè non continuare un una intensa e capillare formazione rivolta alla cittadinanza e operare nell'ambito della prevenzione?

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