martedì 26 giugno 2012

Ora ci siamo

Pubblicato su: Il Resto del Carlino Rovigo del 27 06 2012
Intensa e partecipata l'assemblea generale dei dipendenti del pubblico impiego di questa mattina presso la sala Consigliare della Provincia di Rovigo. Numerose e dettagliate le relazioni dei rappresentanti sindacali presenti. Ci si è chiesti che cosa possono fare ora i sindacati? Io chiedo invece: che cosa possono fare i lavoratori e cosa avrebbero dovuto fare per non giungere a questo punto, forse, di non ritorno?
In Veneto, fermi restando i paletti indicati, solo la Provincia di Rovigo cesserà di esistere, ma anche le rimanenti non avranno più l'identità attuale. Una riorganizzazione va certamente fatta, ma i tagli lineari che si temono, senza guardare prima ai servizi forniti e a chi lavora per fornirli, non sono certo la soluzione alla crisi.
I giornali tutti i giorni parlano chiaro quando riferiscono ciò che esprime il Governo e sentir dire dalla Presidente Tiziana Virgili (ora anche Sindaco del Comune di Fratta Polesine), a commento di ciò, che si tratta del solito “Tormentone estivo” e che nulla c'è di nuovo, da l'idea di come qualcuno affronta la complicata situazione della Pubblica Amministrazione.
Non è la prima volta che dico che il pesce puzza dalla testa e qui lo ribadisco.
Chi fa il giorno e la notte nella pubblica amministrazione è il connubio Amministratori (politica) – dirigenti. I primi propongono (eufemismo) e gli altri dispongono. Perché non tagliare iniziando da loro? Perché non eliminare i molti privilegi di cui godono? Ad esempio il rimborso chilometrico di un assessore è calcolato in base all'autovettura che utilizza (e se venissero in sede in elicottero?). Che dire poi dei premi dei dirigenti? Tutti ricordiamo i 432 mila euro circa dati ai dirigenti del Comune di Rovigo e un po' meno a quelli della Provincia. Sono già ben pagati per il loro lavoro, perché continuare con questi omaggi? Sono tutti necessari i dirigenti attuali? Lavorano per quello che sono pagati? Producono a sufficienza?
Prima di spendere denaro pubblico chi di competenza fa le verifiche per vedere se la spesa è giusta o liquida ciò che gli viene chiesto e basta? Si acquista ciò che serve veramente? Si contesta ciò che viene fornito e che non corrisponde a ciò che è stato ordinato?
Quando con difficoltà si conquistano dei diritti bisogna difenderli non abusarne fino al punto di perderli per mano del dittatore di turno.
I sindacati devono essere spinti a fare la propria parte, ma i lavoratori hanno il compito principale sia perché sono le potenziali vittime, sia perché sono in maggioranza. La rassegnazione, il fatalismo, la rinuncia sono la condanna a morte per suicidio. Si può e si deve fare tutto il possibile affinché questa crisi economica da devastante si trasformi in costruttrice di un'epoca migliore.
Rovigo lì 26 giugno 2012
Eugenio Malaspina

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