martedì 23 ottobre 2012

Quando la libertà non sai apprezzare....

Quando la libertà non sai apprezzare, la perdi e non puoi reclamare.
Non siamo giunti a questo punto per cause ignote o fenomeni imperscrutabili.
Dietro a tutto questo ci sono motivazioni, errori, truffe realizzate in anni e anni che hanno lasciato solo roccia inutile nella miniera un tempo piena d'oro.
Il Governo Monti sta applicando metodi drastici, molto spesso drammatici, forse non del tutto democratici per cercare di risanare la voragine creata nelle casse dello Stato. Non sta toccando tante voci di spesa che andrebbero invece tagliate e molto pesantemente e questo è verissimo.
Ma come si potrebbe andare avanti come si è fatto negli ultimi 20 anni?
Tutti a condannare la DC all'indomani di Tangentopoli, ed oggi la si vuole far resuscitare perché sembra essere l'unica via nuova da percorrere visto ciò che è accaduto. E' o no chiaro a tutti che non sono i partiti in se il male di un paese ma le cattive persone che vi militano e che ne sfruttano il buon nome e i sani principi?
Non si vuole la Provincia di Rovigo con Padova? Si vuole il federalismo?
Qualcuno vuole addirittura l'indipendenza dall'Italia, ma nessuno vuole leggi che garantiscano maggiormente l'onestà pubblica.
In Italia manca la certezza della pena e processi veloci, un controllo serio ed efficace sulla spesa pubblica, un controllo selettivo sull'operato di amministratori e dirigenti che dovrebbero avere contratti a termine.
Manca ancora oggi la volontà di promulgare leggi tanto giuste quanto ovvie che impediscano ai condannati per reati gravi di gestire la cosa pubblica, che impediscano a tutti di avere più incarichi con evidenti conflitti di interesse come essere Presidente/Assessore di Provincia e al tempo stesso, Sindaco di un Comune ad essa appartenente.
Si pensa invece a tutelare i bunga bunga, a blindare le poltrone, a garantire i vitalizi.
La Regione Veneto non ha deciso nulla per “questioni politiche”. Per un territorio governato dai sostenitori del federalismo, del secessionismo e dell'indipendenza, lasciare decidere Roma su una questione così la dice lunga.
Sprechi, anni di sprechi e di sperperi hanno portato il paese in questa situazione. Sentir dire da Amministratori “su dai spendi, non sono mica soldi nostri”, o veder fare acquisti senza nemmeno verificare la congruenza tra il prodotto fornito e il prezzo richiesto, fidandosi sulla parola dei soliti noti fornitori.
Sono di ordinaria amministrazione le spese fatte perché avanzano soldi e non si vuole restituirli. Che dire poi dei progetti improvvisati per avere contributi dallo Stato, dalla Regione o da altra istituzione che, una volta incassati, vengono spesso impiegati in tutt'altro? In genere l'intelligenza vuole che si facciano i progetti e poi si cerchino i finanziatori invece spesso è proprio il contrario, ovvero, ci sono i soldi e ci si inventa un progetto per farseli assegnare. Questa è la strategia politica in essere. E i grandi eventi, le fiere? 242.040 euro (bur Veneto n. 87 del 2012 pg. 179 ver. pdf) spesi per una fiera flop (visto il numero dei partecipanti) quale quella di “Mens sana in corpore sano”, hanno una spiegazione plausibile?
Anni e anni di questi sprechi, di mal governo centrale/locale da parte di vari esponenti politici (le cronache quotidiane sono piene) e una grande, grandissima quantità di “homo pecora” anziché homo Intelligente (dal latino: [inter] fra [lègere] scegliere) sono la causa della regressione sociale, culturale ed economica in atto.
Ricordatevi che chi non combatte ha già perso. 

Eugenio Malaspina 

 

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