giovedì 1 novembre 2012

Non cambia nulla?


Riordino delle Province, esuberi, denunce penali: e pensare che molti continuano a ripetere la cantilena: “tanto non cambia niente”.
Certamente grazie a Voi non sarebbe cambiato mai nulla ma, grazie a Dio, a questo mondo ci sono ancora persone che credono in qualche cosa e si espongono per avere un mondo migliore, con meno prepotenti, meno aguzzini, meno intoccabili e arroganti.
Grazie a Dio esistono persone che lottano contro coloro che si ritengono autorizzati a minacciare sotto varie forme il prossimo, che operano ritorsioni e pressioni grazie alla loro posizione, ovvero coloro che abusano in maniera esplicita del loro potere sicuri di rimanere impuniti.
La Giustizia va cambiata? Certamente, i processi vanno indubbiamente velocizzati, solo questo può rendere vera Giustizia anche a coloro che vengono definiti “Ultimi” da questa società. Non va certo riformulata da chi la disprezza e calpesta ogni giorno.
La nostra Giustizia appare ai più troppo garantista nei confronti dei “forti” e troppo penalizzante per i “deboli”.
I potenti e i prepotenti usano il proprio ruolo per seminare “paura”; è questo il vero cappio al collo dei sottoposti. La paura di perdere il posto di lavoro, la paura di venire emarginati, la paura di non potersi curare, la paura di parlare questo è ciò che opprime e demolisce in profondità le persone.
Grazie a Dio ci sono persone, uomini e donne che la paura, pur avendola, la combattono e si battono con coloro che la seminano per strade e piazze, uffici e case. Umberto Eco diceva che ”è sempre meglio che chi ci incute paura abbia più paura di noi”, mentre Roosevelt diceva che “l'unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa”, e Papa Giovanni Paolo II diceva “non abbiate paura, aprite le porte a Cristo”, credo siano ottimi suggerimento.
L'arroganza, la violenza politica, la prepotenza forse (mi auguro di no) non avranno fine a breve, ma la lotta contro di esse, anche a mani nude, a petto nudo, a piedi scalzi vivrà più a lungo e avrà la meglio.

Rovigo lì 1 novembre 2012

Eugenio Malaspina



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