domenica 9 dicembre 2012

Deep: 8 dicembre 2012

Sabato 8 dicembre, ha nevicato tutta la notte, le strade sono bianche ma il lago è là che ci aspetta per la tradizionale immersione del giorno dell'Immacolata. L'appuntamento è per le 9.30 a Torri del Benaco. Il cielo è grigio, si è alzato anche un po' di vento freddo da Sud che ci fa velocizzare le operazioni di vestizione. Siamo in cinque acquanauti, uno da Rovigo, due da Bassano del Grappa due da Verona, bardati di tutto punto, chi con il bibombola chi con il classico 15 litri, io e Beppe con il 12 litri.
C'è anche Caterina di Rovigo, che fa assistenza in superficie e si presta ad immortalare questi attimi, e Maya, il mio Labrador che fa compagnia a tutti e scende con noi sino al punto del tuffo.
La temperatura dell'aria ad inizio immersione è di 1 grado mentre quella dell'acqua è di 12 gradi centigradi. Il sito non è affollato, ma non siamo i soli a soffrire di astinenza da azoto. Al momento della nostra emersione ce ne sono ancora di più in procinto di scendere. Anche  il sole sta uscendo tra le fitte nuvole che un po' alla  volta vanno a diradarsi. Il lago lo conosciamo da sempre, quasi tutti i subacquei Veneti hanno iniziato la loro esperienza in queste acque. Tutti potremmo dire di conoscerlo, di sapere a memoria come è quel sito, di aver fatto la solita immersione, invece no. L'immersione inizia prima e non finisce con la riemersione. L'esplorazione subacquea nasce nel nostro cuore, nell'intimità di noi stessi, è iniziata prima, molto prima della nostra prima volta  e non finirà neanche con la fine della nostra vita terrena. La preparazione è un rito, il fluttuare senza peso come acqua nell'acqua, un viaggio in se stessi, il riemergere e tornare a terra con il desiderio di raccontare le proprie emozioni diverse le une dalle altre. Siamo scesi ad una profondità massima di 40 metri chi più chi meno, abbiamo visto una stella cometa, diversi nani tra cui "trombo...lo" con due bombole di alluminio con su inciso "Viagra 100", e altri dei sette amici della famosa favola. La visibilità buona, salvo quando con qualche pianeggiata maldestra veniva sollevato il fondale limaccioso. Usciti a malincuore dall'acqua, ci ha accolto anche il sole, venuto a scaldarci con il suo lieve tepore invernale. Dopo esserci cambiati via di corsa verso il primo bar per un aperitivo durante il quale raccontarci emozioni e concordare nuovi appuntamenti . Poi un caloroso saluto e via verso casa.

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