venerdì 19 luglio 2013

Chi è abituato a delinquere vede nell'onesto il male


 Mi sovvien quanto scritto da Sant'Antonio di Padova nei poco conosciuti “Sermones” (tradotti per la prima volta integralmente in lingua italiana nel 1995).
I Sermoni furono scritti dal Santo per i Frati. Non si limitò a pronunciare a voce quei concetti,  quei valori, ma volle scriverli nero su bianco anche in virtù del fatto che San Francesco di Assisi gli chiese di insegnare teologia ai frati oltre che a predicare. Questi profondi valori tratti dalla Bibbia sono applicabili ad ogni ordine e categoria umana e non solo religiosa. Sono applicabili alla nostra classe politica, alla classe dirigente, alle caste, ai delinquenti organizzati e agli affamati.
Parte della semente cadde sulla pietra, e nata che fu, seccò, perché non aveva umidità” (Lc 8,6). Sant'Antonio vede nella pietra i falsi religiosi “perché si gloriano della sublimità della loro religione;... perché vendono le opere della loro vita per il denaro della lode umana”.
Cosa fanno, se non questo, molti potenti della terra?
Erano un'anima sola e un cuore solo” (At 4,32). Sant'Antonio sottolinea che nella realtà “...negli ordini ci sono le divisioni...” a causa della superbia e che le persone, religiosi o meno che siano, quando sono in discordia all'interno, cercano le lodi all'esterno e quindi non possono portare frutto perché privi di umiltà. Cosa accade nelle nostre famiglie, nei luoghi di lavoro, nelle nostra società? Accade proprio questo, si cerca di essere belli fuori per essere graditi dagli altri diventando così schiavi in nome della libertà. Chi cerca sempre e comunque l'appoggio degli altri, a costo di calpestare i suoi simili, senza di questi è nulla. Chi vuol piacere agli altri finisce per non piacere a se stesso.
...la gente maledetta degli usurai, forte e innumerevole, è cresciuta sulla terra.... Così l'usuraio è duro, inflessibile, perché non si piega di fronte a Dio e non teme l'uomo.... Ecco che sorta di elemosina fanno quelle mani: esse grondano del sangue dei poveri....”. A questo proposito mi vengono in mente molti nomi famosi. I soldi da qualunque parte vengano possono sfamare la gente, ma da queste mani abituate al guadagno, avvezze all'acquisto difficilmente sono dono gratuito e disinteressato. Uno per tutti cito il caso Ospedale san Raffaele di Milano e i rapporti tra alcuni prelati e alcuni notissimi imprenditori milanesi definiti dono di Dio o provvidenza divina. Questa storia di ordinaria pazzia la conosciamo un po' tutti anche se, purtroppo, non occorre guardare così in alto per vedere esempi di “mani grondanti sangue”.
Purtroppo. Quanti Giuda iscariota, nome che si interpreta -mercede- ci sono oggi, che per la mercede di un qualche vantaggio temporale vendono la verità, tradiscono il prossimo con il bacio dell'adulazione, e così alla fine si impiccano al laccio della dannazione eterna!”. A partire da noi stessi, quanti sono i Giuda? Quante sono le persone che pensano solo a se stesse ai propri interessi e non si curano del prossimo? Ha proprio ragione Giuliano Ferrara nel dire che “siamo tutti puttane”. In questa società, vuoi per necessità, vuoi per scelta ci si prostituisce, si svendono idee, valori, principi e la propria Fede per essere graditi ai potenti della terra. Si bacia il vicino di casa, il collega di lavoro  e l'amico e li si tradisce per un piatto di pasta, per un voto o per sedere alla destra del ricco. “Ci sono due giorni dell'anno in cui non si può fare nulla: ieri e domani...” perciò oggi iniziamo a fare qualche cosa per invertire la rotta.

19 luglio 2013

Nessun commento:

Posta un commento