lunedì 12 maggio 2014

Legalità e giustizia

Legalità e giustizia sono due entità molto legate seppur nettamente differenti. La legalità ha a che fare con il diritto, con le leggi di una nazione, con le regole di una comunità mentre la giustizia è qualche cosa di più profondo legato al lato più intimo della realtà umana, all'essenza stessa dell'umanità.
Per chi poi crede in una persona superiore, la Giustizia è legata a Dio. Gesù, due mila anni fa diceva: “rendete a Cesare quello che è di Cesare....”, esortava quindi a rispettare la legge dell'antica Roma ma diceva pure “rendete a Dio ciò che è di Dio”. E' dovere di ogni membro di una comunità rispettare le leggi che la stessa si è data, al tempo stesso è dovere di ognuno trasgredire tali norme se ingiuste e contrarie alla dignità umana e lesive della persona (un esempio per tutti le leggi razziali durante il regime Nazista).
Non sempre quindi, quando si applica la legge in tutti i suoi gradi di giudizio, si fa Giustizia. La legalità e la Giustizia non vanno solo predicate ma praticate altrimenti, e qui hanno grande responsabilità gli esempi ricevuti dai così detti “grandi della terra”, si innesca un doppia reazione negativa. Da una parte quelli che agiscono illegalmente giustificandosi con il fatto “così fan tutti”, dall'altra parte quelli che sfiduciati perché convinti “che le cose non cambieranno mai” si lasciano andare alle peggiori azioni.
La legge è uguale per tutti ma pochi ne sono convinti e purtroppo la quotidianità ci insegna il contrario.
I beni di questo mondo sono destinati a tutti in egual modo o sono solo per alcuni? Quando si nasce, ci spetta qualche cosa del creato o è già predestinato ad alcuni in particolare? Rispondere a queste domande onestamente è fondamentale per capire la ricchezza e la povertà, la legalità e la giustizia. Tutti gli essere umani hanno o no il diritto di avere quanto necessario per vivere onestamente? Rispondere a queste domande in fatti e non in parole, ci impone di donare ai poveri “non per carità ma per giustizia”.
Il “valore” giustizia è da intendere come difesa efficace di colui che non può difendersi autonomamente. La giustizia deve condurre all'uguaglianza di fronte alla legge, al diritto alle cure, al diritto al cibo e all'istruzione, al diritto alla dignità. Secondo la “legalità” umana tutto è monetizzato, ogni diritto ha un costo e chi è povero e non può pagare non può recriminare diritti.
Anche alcune regole imposte da uomini di fede rischiano di creare diseguaglianza sia tra gli uomini che tra le anime dei defunti monetizzando la loro salvezza. Perché imporre un'offerta, spesso poco libera, per “far dire una Messa” per i nostri defunti?
La “moneta” non è forse stata fatta dagli uomini per gli uomini e non da Dio?
Se io ho da mangiare a tal punto da ingrassare e da gettare il cibo avanzato e poco distante da me c'è qualcuno che cerca nei cassonetti qualche cosa di commestibile, non vi viene da pensare che il mio di più forse nasce da qualche cosa che ho sottratto ad un altro? Come diceva Madre Teresa di Calcutta, noi che ci gloriamo del fare “la carità”, con quel gesto trattiamo l'altro come pattumiera, poiché diamo quasi tutti il superfluo, diamo quello che in qualche modo ci avanza.
E' forse legale a 41 anni incassare cinquemila euro di vitalizio al mese, forse legale girare con scorta e auto blu pur essendo in quiescenza, forse è legale godere di privilegi, stipendi d'oro e protezioni ma è certamente inopportuno e non “Giusto”, e questo solo per citare alcuni piccoli esempi.

Eugenio Malaspina

Nessun commento:

Posta un commento