lunedì 22 settembre 2014

Provinciali

Siamo oramai alla vigilia del termine ultimo per la presentazione delle candidature per le imminenti elezioni provinciali del 12 ottobre prossimo.
Come tutti sanno non saranno i cittadini a recarsi alle urne ma i consiglieri e i Sindaci dei Comuni presenti sul territorio provinciale e, per questa prima tornata, anche il Presidente della Provincia uscente e gli ex consiglieri provinciali.
Presumibilmente già dal pomeriggio di lunedì 22 ottobre potranno essere rese note le liste presentate e i nomi dei candidati alla Presidenza.
Sicuramente le varie forze politiche si stanno muovendo per fornire nomi e cognomi anche se, non essendo prevista alcuna ulteriore indennità o stipendio per tale incarico bensì un onere non indifferente, non ci si aspetta di certo una corsa sfrenata alla poltrona, come di consueto.
Si prospettano quindi due scenari possibili: il primo è quello che l'Ente, divenuto di secondo grado, continui ad essere guidato dal centro sinistra e il secondo, possibile ma non scontato, che possa passare al centro destra.
Nel primo caso è ipotizzabile che difronte ai vari problemi che verranno riscontrati si tenterà di smorzare i toni, nel secondo caso, molto probabilmente, verrà messo in risalto quanto di male fatto dalla precedente amministrazione.
Cosa sono state sino ad oggi le Province quanti veramente lo sanno? Al di la di quanto scritto nero su bianco nel Titolo V della Costituzione della Repubblica italiana a partire dall'art. 114, quanti conoscono effettivamente le mansioni svolte, i lavori fatti, le buche tappate, i contributi assegnati, i servizi gestiti? Quanti sanno quali e quante sono le funzioni delegate alle Province dalla Regione e quelle dallo Stato?
Ho sempre pensato che mettere in piazza i problemi di un Ente Pubblico sia il primo passo per risolverli e non un “parlare contro” ma un “operare per”.
Nell'ottica della trasparenza costruttiva, sarebbe stato opportuno pubblicizzare, con i numerosi strumenti in commercio, quanto fatto dall'Ente e dai suoi dipendenti.
Una informazione fatta in tempo reale non di atti ufficiali quali determine, delibere di Giunta, ma di segnalazioni elementari, evidenti e alla portata di tutti.
Perché nessuno degli amministratori ha mai pensato e se lo ha fatto, ha mai ritenuto opportuno attivare una tale forma costruttiva di pubblicità?
Si potevano fornire, ad esempio, informazioni sintetiche quali le strade riparate, i palchi montati e smontati, i siti web prodotti, gli interventi di emergenza svolti, le operazioni di Polizia effettuate, le partecipazioni a fiere, convegni, assise, i servizi ai minori ecc. ecc. ?
Perché non si è istituita una sorta di Ufficio relazioni con il Pubblico in rete, sui principali social network, per dare la possibilità ai cittadini di dialogare con l'Amministrazione?
Questo però è il passato, ora si cambia dice Renzi, ma in che modo e con quali ripercussioni sull'Italia, su Rovigo, sul Polesine e sui servizi ai cittadini ancora nessuno lo sa.
Non sono qui a difendere le Province ma a sostenere che accanirsi contro un qualcuno o qualche cosa che non si conosce è da sconsiderati e controproducente. In tutta la PA ci sono certamente stati sprechi, soldi mal spesi e altri problemi oggi giustamente sulla bocca di tutti. C'è però anche tanta ignoranza soprattutto da parte degli elettori ovvero i cittadini, di coloro cioè che hanno dato la patente per condurre le istituzioni a determinati soggetti. Ai turisti si consiglia sempre di "viaggiare informati",  agli elettori direi "votare informati".
Tutti oggi disprezzano la pubblica amministrazione, ma come mai allora cresce la rabbia e una certa invidia nei confronti di chi ci lavora?
Ora non possiamo più votare per le Province, così come non l'abbiamo potuto fare per questo Governo, non è forse questa una punizione per noi cittadini?
Tutti speriamo in un futuro migliore che può concretizzarsi con nuovi volti e nuovi progetti ma c'è chi dice anche che “il peggio non è mai morto”. Personalmente Mi auguro che lo sia e che si possa cominciare ad uscire dalla buca che ci siamo scavati con le nostre mani di generazione in generazione. Se non lo facciamo noi ora, i nostri figli ne rimarranno sepolti..

Pubblicato su Il Gazzettino di Rovigo del 30 settembre 2014

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