martedì 14 ottobre 2014

La finta democrazia venduta per vera

Il Parlamento non è eletto dal popolo se non formalmente.
Oggi molti si lamentano perché i Presidenti di Provincia vengono eletti dagli amministratori e non dal popolo, ma cosa è cambiato? È sempre stato così in un certo qual senso.
La composizione del Parlamento viene decisa da piccoli gruppi, si e no una trentina.
Con la legge elettorale, che ha abolito il voto di preferenza, sono i piccoli gruppi al potere a decidere i nomi di chi andrà a sedere sui banchi del Parlamento e costoro rispondono solo a chi li ha nominati, non al popolo che ha ratificato quelle scelte, pena l'esclusione dalle liste dei favoriti.
È un sistema ben collaudato, basato sulla cooptazione, così in Russia, come in America e in tutta Europa. Lo vediamo continuamente anche nelle nostre realtà locali, nelle Regioni e anche nei Comuni e nelle Province (seppur con diverse sfumature e metodi) .
Intorno a questi gruppi di potere vi sono i cosiddetti cittadini di serie A o clienti.
E poi ci sono i sudditi, i cittadini di serie B costretti a sopportare tutto il peso della piramide senza possibilità di reagire.
Continuo a sentir dire: “Non cambia nulla”, “cosa vuoi che cambi”.
Sappiate che la colpa, la responsabilità di tutto il marcio che c'è è in buona parte di coloro che la pensano così e, per l'altra parte, di coloro che gli hanno inculcato, in anni e anni di pressioni psicologiche sotto la bandiera della democrazia, questo concetto.
Vivere seguendo questo errato principio è tanto comodo quanto inutile e deleterio e così facendo si rafforza il potere in mano a pochi. Lo sapete o no che questi anni, che per il “popolo” sono anni di crisi, per i grandi manager delle multinazionali e non solo, sono gli anni migliori dato l'ingentissimo fatturato che stanno facendo? Lo sapete o no che mentre qualche anno fa il rapporto tra gli stipendi dei lavoratori e quello dei manager era di 1 a 40, oggi è di 1 a 400?
Questo accade anche grazie all'immobilismo voluto e comandato dall'alto della piramide.
Perché accade questo, perché non si vuole veramente agire, alzarsi e rischiare per cambiare?
Ce lo spiega un politico di sinistra, Enrico Berlinguer (1981, intervistato da Eugenio Scalfari) con queste parole scritte ben 33 anni fa ma che sembrano scritte oggi:
Anzitutto molti italiani, secondo me, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti, ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano di riceverne, o temono di non riceverne più.
Credo, penso, ma probabilmente mi sbaglio, che sarebbe da superficiali e irrealistico pensare che le nostre realtà locali, dove vi sono Enti in cui lavorano anche interi nuclei famigliari, siano una eccezione rispetto a quanto accade in Italia e nel mondo intero.
Roberto Scarpinato, procuratore generale presso la Corte d'Appello di Palermo, ci svela il modus operandi del Potere con le seguenti parole: “I cittadini grazie a questo rito di disvelamento hanno compreso che il vero potere non è quello esercitato sulla scena pubblica, ma quello praticato nel fuori scena. In pubblico il potere «si mette in scena» indossando mille maschere a uso e consumo degli spettatori; nel chiuso delle stanze ripone le maschere e rivela il proprio vero volto.” Noi non viviamo in un altro mondo, non siamo su un altro pianeta e questo modo di fare è anche qui presente e dominante.

Credo che si possa cambiare, e con più facilità di quanto si pensi. Benedetto Croce diceva:”Non abbiamo bisogno di chissà quali grandi cose o chissà quali grandi uomini, abbiamo bisogno solo di più gente onesta”. E io aggiungo: gente onesta che si dia da fare pensando agli altri e non a se stessi. Ricordate sempre che: “Anche una semplice voce che grida nel deserto, può avere effetti destabilizzanti per chi sta in alto. Dimostrare di sapere, dimostrare di saper vedere, dimostrare di aver capito può essere un lusso non sostenibile” (da Il Ritorno del Principe ed. Chiarelettere). Se non è sostenibile o esplode tutto o comunque si trasforma.

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