venerdì 12 dicembre 2014

12 dicembre 2014

Se le Province verranno effettivamente tagliate o chiuse non sarà solo colpa dello "Stato", della classe politica che le ha mal amministrate ma, in buona parte, di tutti quei lavoratori e cittadini che non hanno capito i tempi, che non hanno voluto cogliere la drammaticità della situazione, che si sono giustificati attribuendo le colpe ad altri o nascondendosi dietro la menzogna del "tanto non cambia niente".
Le responsabilità iniziano dal basso, lo abbiamo visto chiaramente oggi, in occasione dello sciopero generale. 
Sia ben chiaro a tutti che chi ha aderito allo sciopero e  sta cercando di risolvere i problemi, non lo sta facendo per se stesso ma per tutti i lavoratori. Non lo sta facendo di certo per tutelare i contratti dei dirigenti, dei direttori generali, dei segretari generali che continuano a percepire, protetti dai vari Governi, stipendi al di là di ogni ragionevole decenza. I lavoratori che hanno scioperato oggi è che si presentano a tutti i tavoli di discussione, non sono persone nulla facenti, non sono persone che non hanno voglia di lavorare ma il contrario, sono persone che si sobbarcano il peso dei problemi degli altri, che rinunciano alla loro paga di un giorno per far valere i diritti di tutti. Sono persone che si sentono dire in faccia da alcuni dirigenti frasi del tipo: "a me non importa nulla tanto tra un po' vado in pensione", o peggio ancora, "io non posso fare sciopero perché ho una figlia da mantenere", e nonostante questo vanno a testa alta. Dirigenti uguale persone che guadagnano da 100 ai 150 mila euro all'anno, che non hanno obbligo di firma, che possono esserci o non esserci, che pare prendano sempre il massimo dei premi nonostante siano, alcuni di loro, interessati  da grane giudiziarie.
A cosa serve lo sciopero? Ve lo devo dire io? Serve a creare disagi, non per piacere, ma per dimostrare cosa succede senza i lavoratori al loro posto. È veramente triste leggere le parole di Leonardo Raito, il Sindaco di Polesella, per cinque anni alla corte della dr.ssa Virgili in Provincia. L'intellettuale che sembra minacciare,in maniera neanche troppo velata, i dipendenti del suo Comune che aderiscono allo sciopero, è un fatto sconcertante. È pienamente condivisibile invece l'immagine indicata dal nuovo Presidente Marco Trombini, in cui ho profonda fiducia, che dice che "siamo tutti sulla stessa barca, ho ci salviamo tutti o affondiamo tutti". Purtroppo nella realtà non sembra essere così. Ci sono persone che vanno in yacht di lusso e persone che vanno in barca a remi tutte bucherellate. Ci sono persone che si rivolgono alla politica, come probabilmente è loro consuetudine fare per rimanere a galla, e persone che lottano con i denti e con il poco che hanno. Ci sono persone che protestano e persone che se ne stanno al caldo nel loro ufficio o a casa probabilmente a leggere il giornale e ci sono poi quelli della CISL. Le barche, per quanto ne so io e qualche cosa ne so, hanno una prua è una poppa e se vanno avanti non possono andare contemporaneamente indietro. A me sembra che pochi siano i rematori e troppe le direzioni prese. Le colpe principali le ha chi sta in basso, chi vota e chi non agisce e reagisce per dar vita al cambiamento. E poi Cinque anni di Amministrazione Virgili, in questa epoca storica per la Provincia di Rovigo, non ci volevano di certo.

Nessun commento:

Posta un commento