venerdì 23 gennaio 2015

Rovigo, ti vorrei sollevare

È circa una settimana che ho annunciato l'intenzione di trasformare una pagina Facebook in una lista civica. In verità è solo il nome che verrà utilizzato. 
In questi pochi giorni sono stato contattato da gente comune, alla quale presto molta attenzione e alla quale mi rivolgo, è da alcuni politici noti. Parte di questi li definisco veri volponi, e mi scuso con le volpi, per 'accostamento. 
La lista, questo tentativo di portare innovazione, cose concrete non punta a vincere per forza, non punta a stringere alleanza soffocanti, non mira alle poltrone e alle catene che la politica classica vuole stringere ai polsi dei numerosi candidati.
Se il progetto non andrà avanti perché non ci saranno persone che lo condividono e che partecipano al suo completamento, pazienza. 
Certo è che il quadro che si sta dipingendo in queste settimana non è dei più accattivanti. La sfida interna al PD è patetica. Una certa dialettica ci sta e anche un sano agonismo, ma qui si tratta d'altro. Date uno sguardo oltre l'orizzonte costituito dai candidati. Basta fare qualche passo avanti per spostare quella linea immaginaria. Chi c'è a sostenere la candidata Romeo? Chi c'è dietro al candidato Monini? E a sostegno di Federico Frigato? E dei rimanenti? La solita cricca.
A destra, al momento, nulla di fatto. Marangon, si dice essere in attesa di idee da parte della gente. Un giorno si dicono tutti uniti e il giorno dopo smentiscono. Ci sta anche questa partita a guardia e ladri in campagna elettorale anche se molto pericolosa. Mostrare le carte solo all'ultimo momento può andar bene ai marpioni della politica ma può essere un'arma distruttiva per la popolazione, pagante, che ha diritto a dei servizi efficienti.
Le persone serie, che mi hanno contattato, chiedono servizi, chiedono sicurezza, chiedono la fine di certi privilegi legalizzati della cricca. 
Per questo propongo di iniziare da se stessi e poi dagli altri. Per quello nel programma che ho steso, parto dal far pulizia all'interno della macchina amministrativa prima che per le strade. Una amministrazione per produrre frutti sani deve essere sana.
A partire dal sindaco, a scendere, sino all'ultimo dei dipendenti dell'ente e delle partecipate, devono tutti essere incorruttibili. Questo lo si può fare con verifiche attente e con punizioni esemplari.
È vero, come mi hanno fatto notare alcuni, che se uno lavora è giusto che guadagni. È vero anche che rinunciare a metà stipendio, come propongo io, è un patto dovuto, è una promessa di qualità rivolta alla gente. Con questo gesto, oltre ad aiutare persone in difficoltà, dichiaro apertamente che i soldi non sono il fine del mio lavoro di amministratore. Non è concepibile, non è accettabile che in un epoca in cui non ci sono soldi per cambiare una lampadina, ci siano ancora dirigenti, che si spartiscono un monte premi di oltre 300 mila euro. Basta chiedere agli altri di cambiare, dobbiamo cambiare prima noi. Non è etico ed onesto porsi nei confronti delle persone dall'alto della ricchezza. Non sono un politico di professione ma conosco bene la politica è la pubblica amministrazione e gli imprenditori che con essa fanno affari.
Non voglio servire alla politica ma le persone, i cittadini. 
Sono cattolico, credente, e praticante e questo mi spinge ad amare il prossimo a prescindere da ciò che è e che fa ma anche a perseverare nella ricerca della giustizia.

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