lunedì 27 luglio 2015

Abissi Culla di Eroi

Sabato 10 novembre ho partecipato, in qualità di relatore, al convegno “Abissi, culla di eroi” tenutosi presso il Museo di Busto Arsizio (Mi).
Erano presenti in sala il regista Alfredo Valla (autore di un film documentario sul sommergibile italiano “Medusa”), Marco Arrigoni (Team Leader del “TKDive Schwarzy Team” ), il vice comandante del battello Pietro Micca (affondato nel 1943 al largo di Santa Maria di Leuca), il sottoscritto (parente di un superstite all’affondamento e in contatto con un altro di Roma), Lorenzo del Veneziano (Team Leader subacqueo scopritore del relitto del sommergibile tedesco U-BOOT U-455”), Silvano Protasoni che ha presentato il documentario “Il palombaro Luciano” a cura del Dive Team Ippocampus. La serata è iniziata alle 21,30 e terminata alle 01.00 con la visita al museo del mare allestito nei locali adiacenti all’auditorium.
La serata è iniziata con la presentazione, da parte del regista Alfredo Valla, della clip del filmato relativo alla storia del sommergibile “Medusa”. Il filmato in questione non è ancora terminato, ma dall’anticipazione si rivela un ottimo lavoro di indagine, e un notevole contributo storico - documentaristico.
Sono intervenuti successivamente, il vice comandante Ezio Cozzaglio, Eugenio Malaspina, e Marco Arrigoni, per presentare la storia e le vicende umane del sommergibile “Pietro Micca” nonché la missione esplorativa sul relitto effettuata nel 2005 dal “TKDive Schwarzy Team”.
In alcuni tratti commosso, in altri divertito, il vice comandante ha raccontato la sua storia in Marina e le ultime ore del battello, trattenendo a stento le lacrime mentre parlava dei suoi marinai deceduti in quella circostanza. Io ho puntato sull’aspetto umano della vicenda, riportando le testimonianze, se pur concise (dato il poco tempo a disposizione) dei superstiti Tommaso De Marchi e Mingione. Ho spiegato quale dovrebbe essere l’atteggiamento psicologico (almeno quale è il mio) dei sub che si accingono ad immergersi su un relitto, ciò che questi monumenti sommersi sono per noi appassionati e per tutta l’umanità.
Ho raccontato che ha poco senso immergersi su un sito storico o naturalistico, senza conoscere almeno in parte la storia e la natura del luogo che si va ad esplorare.
E’ come andare a vedere una mostra senza sapere nulla dell’autore e della sua arte.
Abbiamo dei libri umani, protagonisti di vicende che hanno condizionato in modo determinante gli avvenimenti storici successivi, dei libri che stanno scomparendo dalla faccia della terra, spesso nell’indifferenza di molti. La guerra è portatrice di male, sofferenza e disperazione, ma ha reso coloro che ne sono sopravvissuti, degli esseri umani fortemente provati e motivati. Delle persone che hanno toccato con mano il dolore, la sofferenza, hanno abbracciato la passione e la morte dei loro amici e famigliari. Persone che hanno vissuto situazioni estreme, che il mondo deve sapere e raccontare e che ognuno di noi dovrebbe porsi ad ascoltare.
La serata è continuata con la presentazione del filmato ““U-BOOT U-455” presentato dal subacqueo tecnico a cui si deve la scoperta Lorenzo del Veneziano e la proiezione dello stesso girato in collaborazione con Roberto Rinaldi di Lineablu.
Infine a conclusione della serata la proiezione del filmato “Il palombaro Lorenzo”, a cura del Dive Team Ippocampus, che racconta la storia di uno dei palombari italiani (Spezzino) che, assieme a tanti altri, nel dopoguerra si sono recati sulle spiagge del D-Day in Normandia, per bonificare la zona.
Tutti i filmati, molto curati, non sono tuttora in commercio e sono visibili solo ed esclusivamente durante queste manifestazioni.
Al termine del convegno, la consegna di alcune targhe ricordo ai relatori e a coloro che si sono adoperati per la realizzazione dell’evento.
Prima di andare, abbiamo visitato la mostra allestita nella sala adiacente l’auditorium dove, il gruppo subacqueo Ippocampus assieme all’associazione Modellisti, ha raccontato con opere fotografiche, oggetti d’epoca e attuali e, soprattutto, con dei fantastici modelli (alcuni dei quali famosi a livello internazionale – vedi TiTanic ) di imbarcazioni da guerra e civili in scala e funzionanti curati nei minimi particolari.
Concludo augurandomi che tali eventi continuino a svolgersi, perché sono un notevole contributo sociale e un dovere affinché certi fatti non vengano dimenticati.

I relatori



Il modellino del P. Micca realizzato da Tommaso De Marchi nel 1943





La mostra allestita presso le sale del museo







a cura di Eugenio Malaspina

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