mercoledì 28 ottobre 2015

Licenziateli tutti sti fannulloni


Sono profondamente arrabbiato, sono profondamente offeso dalle affermazioni negative fatte dalle persone nei confronti dei dipendenti pubblici. Non dico che abbiano torto, anzi li capisco, ma generalizzare, abitudine italiana, è sempre sbagliato. La nuova campagna denigratoria contro il pubblico impiego è partita subito dopo la notizia delle 43 persone raggiunte da una misura cautelare e delle 75 indagate a piede libero tutte dipendenti del Comune di Sanremo. Anche qui a a Rovigo, qualche anno fa è avvenuto un grosso scandalo presso il Palazzo della Regione, ci ha indignato tutti e chissà quante sono ancora oggi le persone che si comportano in questo modo presso gli enti del polesine.

“Licenziateli tutti sti fannulloni” urla la gente. I dipendenti pubblici non sono tutti così. Negli Enti Locali, in Regione, nei palazzi Romani, nelle scuole, negli ospedali, nelle caserme e nelle questure ci sono persone che si danno da fare e che lavorano anche per coloro che si volatilizzano. I dipendenti, stanchi, che hanno trovato il coraggio di denunciare tali comportamenti sono stati trattati e vengono trattati tuttora come il problema, non come la soluzione, come i ladri e non i poliziotti. I dipendenti pubblici onesti vengono maltrattati due volte: una perché equiparati dalla gente ai farabutti facendo di tutta un erba un fascio; due, perché se denunciano vengono considerati il male che danneggia il sistema.

Si, il sistema, perché in Italia questo modo di fare, seppur non codificato e messo nero su bianco, sembra essere proprio questo.

Se c'è chi si comporta in un certo modo c'è pure chi dovrebbe vigilare e che probabilmente non lo fa. Se l'ufficio e vuoto i superiori che fanno? Ci sono i lavoratori e sopra di loro i Capo Ufficio, i Capo Servizio, i Capo Servizio con Posizione Organizzativa e i Dirigenti, nessuno vede?

Se ad esempio un “usciere”, la prima persona che incontra un cittadino che si rivolge ad un ufficio pubblico, si comporta male, risponde male all'utenza o si presenta in atteggiamenti incompatibili con l'ambiente di lavoro, dovrebbe sapere che così facendo danneggia l'intero Ente e l'intera pubblica amministrazione nazionale ed ogni singolo lavoratore pubblico. Altro esempio: se alcuni dipendenti pubblici fermano l'auto davanti l'ufficio, scendono entrano a timbrare il cartellino e poi risalgono in auto per andarla a parcheggiare chissà dove creano un danno economico all'erario e vanno denunciati.

Sono solo due piccoli esempi delle decine che si potrebbero fare.

Cittadini, avete tutto il diritto di protestare verso un servizio deficitario, verso uno sportello vuoto, verso costoro che con il loro comportamento vi truffano, allora aiutate i dipendenti “sani”, fate squadra con loro e denunciate il mal costume. Schieratevi dalla parte sana di queste istituzioni affinché il marcio venga tagliato definitivamente e affinché agli onesti venga riconosciuto l'impegno profuso per il servizio verso gli altri. La pubblica amministrazione esiste e lavora per il bene comune, per servire la cittadinanza, per amministrare, per conto dei cittadini, i beni pubblici. Questo è il fine, questo è lo scopo della pubblica amministrazione ed è stato stravolto da comportamenti illeciti di alcuni, da una classe politica e imprenditoriale nazionale che sembra aver fatto della corruzione il settimo comandamento sostituendolo al “non rubare”.

Avete tutto il diritto di protestare e di indignarvi, sono il primo a farlo, ma vi chiedo uno sforzo in più, non generalizzate. Vi sono persone che operano e lavorano nel silenzio utilizzando anche parte del proprio tempo libero e del proprio denaro per non lasciare cose incompiute e, generalizzando, le offendete e le ferite per la seconda volta.


Non lamentatevi solo, non discutete nei bar o nelle piazze, il parlarne senza fare nulla è tempo sprecato, fatica inutile, agite in prima persona per demolire questo sistema consolidato e dannoso per la comunità tutta. Sono i dipendenti pubblici onesti a chiedervelo, aiutateli.
Eugenio Malaspina

COMPONENTE DEL DIRETTIVO PROVINCIALE UIL FUNZIONE PUBBLICA - ROVIGO

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